Ma quando poi cominciammo a cantare
Le buone nostre canzoni insensate
Allora avvenne che tutte le cose
Furono ancora com’erano state.
Un giorno non fu che un giorno:
Sette fanno una settimana
Cosa cattiva ci parve uccidere;
Morire, una cosa lontana
E i mesi passano piuttosto rapidi,
Ma davanti ne abbiamo tanti!
Fummo di nuovo soltanto giovani:
Non martiri, non infami, non santi.
Questo ed altro ci veniva in mente
Mentre continuavamo a cantare;
Ma erano cose come le nuvole,
E difficili da spiegare.
Primo Levi, 3 gennaio 1946
(in Levi P. L’osteria di Brema, All’insegna del pesce d’oro, Milano, 1975)
Gemma ci ha regalato questo testo poetico di Erri De Luca, durante la bella festa del 25 aprile a Grugliasco
Suonata alla fine dei comizi sindacali
era un disco a gracchiare in coda alla parata,
voce di bidelli a chiudere il portone.
Ma cantata di colpo in mezzo ai lacrimogeni
contro lo scioglimento imposto dalla carica
era il barattolo dietro la macchina dell’oggisposi,
violino strimpellato da uno zingaro,
piedi in scarpe bagnate, arrembaggio di grilli,
rumore di storia già accaduta,
scroscio di saracinesche e ruggine in trachea,
scambiarsi di coraggio, chi ne aveva ne dava
fino a restare senza, l’ Internazionale era il nostro
INVECE
nessun urto avveniva solo lì e in quell’ora,
ma faceva catena con il resto del mondo
che si grattava la rogna di potenze coloniali,
di tirannie pasciute, in divisa e stivali.
Suonata dalla Cina al Cile, a Stalingrado,
sopra le macerie del Reichstag a Berlino,
finiva tra noialtri come una nonna messa in girotondo,
era bella, anche alla sua età, quando ripetevamo:
“Futura umanità”.
C’era morta tra le braccia. Non va cantata più.
Ma se un ubriaco di notte la fischia ai gatti,
se un vecchio trombettiere d’osteria la risoffia
con tutta l’asma ai bronchi,
in quel momento resusciterà.
(Erri De Luca, L’ospite incallito)
Una intensa “versione” dell’ Internazionale, di Franco Fortini, che fu interpretata da Ivan Della Mea
Anche quest’anno tra la fine di aprile e l’inizio di maggio
i nostri impegni si intensificano.
Domenica 21 aprile saremo ospiti dei nostri amici della sezione torinese ANPI “Martiri del Martinetto”, alle 17.30 in piazza Risorgimento, presso il rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale. Proporremo canti contro la guerra del risorgimento e della prima guerra mondiale, e canti della resistenza.
Mercoledì 25 invece parteciperemo al pranzo sociale e alla Festa di Liberazione dal nazifascismo con i nostri nuovi amici della sezione ANPI di Grugliasco “68 martiri”, animando un momento del pranzo e cantando nel pomeriggio il nostro repertorio resistenziale. Potete vedere qui il programma completo della giornata.
Saremo poi presenti al corteo cittadino del primo maggio, con canti di lotta e protesta su temetiche legate al lavoro: in questa occasione sarà benvenuta/o chiunque voglia unirsi a noi.
Infine torneremo a proporre parte del nostro repertorio sul risorgimento “visto dal basso” (e altri canti d’epoca) la sera dell’8 maggio presso la scuola media di Falchera.
Per concludere possiamo dire che questi repertori sono quelli a cui siamo più affezionati e che abbiamo potuto sperimentare maggiormente, li mettiamo sempre a disposizione con l’entusiasmo di un gruppo di persone che amano cantare insieme come momento di socialità e condivisione, e che fanno della socialità e della condivisione lo strumento per trasmettere i valori legati ai contenuti che cantano.
“Le 8 ore che sul mercato non contano.
Il riso è un buon punto da cui iniziare a ragionare di cibo; è il cereale che sfama metà della popolazione mondiale, coltivare lui significa condizionare profondamente e permanentemente un paesaggio ed un ambiente, modificare il suolo per la lunga sommersione e modificare la biodiversità animale e vegetale dell’intera zona. Per legarci al tema della serata approderemo nelle ricche pianure irrigue del Nord Italia con le mondine e l’antica tradizione del rapporto con la terra. Parleremo delle mondine per parlare di tutti i braccianti agricoli, quelli che ancora oggi portano con il loro lavoro buona parte delle pietanze nei nostri piatti…” Così la “Brigata cucinieri”, neonato collettivo di cuochi, presenta la cena del 15 aprile al circolo ARCI Bazura, di via Belfiore.
L’Union des Amis Chanteurs prenderà parte alla serata, offrendo la testimonianza di canti legati alle condizioni di vita e alle battaglie delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli, perchè, sempre citando la Brigata Cucinieri, “La storia del cibo è la storia anche di chi lo coltiva e di come arriva fino alla nostra tavola, viaggi e spostamenti modificabili solo con un movimento di coscienza autocoscienza di portata radicale.”
Finalmente ricominciamo a cantare in giro! Si sa “Vien la primavera, fioriscono i bei fiori…” ovvero l’ 8 marzo, il 25 prile, il primo maggio e chissà cosa ancora.
Il primo appuntamento di primavera sarà sabato 10 nel tardo pomeriggio, a chiudere l’iniziativa organizzata dalla sezione ANPI Martiri del Martinetto, sulla condizione femminile dal titolo “1912-2012 dalle Suffragette ad oggi: lavoro diritti, salute, integrazione, a che punto siamo?” .
Già l’anno scorso le amiche dell’ANPI Martinetto ci invitarono al loro incontro, che era centrato sul lavoro, e noi rispondemmo con un piccolo repertorio di canzoni di risaia, a testimoniare un’esperienza di lotte e socialità di grande importanza.
Questa volta proporremo un repertorio che, oltre al tema del lavoro e delle rivendicazioni, cercherà di esemplificare momenti della vita delle donne attraverso il canto popolare, non solo con i toni della denuncia, ma anche con qualche spunto ironico e leggero.
L’attività dell’UDAC riprende a pieno ritmo.
Ultimo importante atto del 2011 è stata la firma dello statuto dell’associazione da parte dei soci fondatori, che ha sancito finalmente l’esistenza ufficiale della stessa…naturalmente nel corso di una cena canterina.
I cantori hanno terminato a dicembre il corso di canto popolare del Folkclub, tenuto da Donata Pinti. Momento significativo ed emozionante di questo periodo è stata l’esecuzione da parte del gruppo del corso del canto “Guarda là sulla pianura” insieme a Donata durante il suo recital al Folkclub, il 19 novembre: seduto in platea, i cantori hanno sorpreso il pubblico, inserendosi a sorpresa durante l’interpretazione del brano.
Dopo una brave pausa a cavallo dell’anno vecchio e di quello nuovo riprendono le attività dell’associazione: innanzi tutto il 24 gennaio si è tenuta l’assemblea annuale dei soci, in cui è stato approvato il bilancio per l’anno 2011, è stato riconfermato il direttivo uscente, e si è delineato il programma di lavoro sui canti e sui contenuti per questo anno che si apre, nonchè su possibili partecipazioni ad iniziative ed eventi.
La sera successiva, senza por tempo di mezzo, c’è stata la prima uscita della stagione, ovvero una cantata al circolo ARCI “La cricca”, in un clima piuttosto informale e disteso, giusto quello che ci voleva per ricominciare l’attività del martedì sera al Folkclub!
…a dire il vero c’era anche un cantore, ma i tempi del “separatismo” sono finiti da un pezzo.
Abbiamo cantato al presidio contro la delibera della giunta Cota, che mina profondamente il senso della legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza, venerdì 21 ottobre, in piazza Castello, dvanti alla Regione. Ci hanno invitate le ragazze del Collettivo interfacoltà Altereva, e volentieri abbiamo portato una testimonianza di lotte e di condivisione al femminile, con un programma che prevedeva prevalentemente canti delle mondine.
Dopo la parte “ufficiale”, siamo state invitate a
fermarci ancora per cantare in modo più informale e collettivo, e per mangiare qualcosa insieme bevendo il vin brulè (di cui si sentiva il bisogno!) e come sempre la soddisfazione è stata grande nel constatare l’interesse, la curiosità e l’entusiasmo di ragazze e ragazzi per i canti che presentiamo e che, evidentemente, sono ancora portatori e testimoni di valori e di ideali.
Ha preso il via martedì 11 ottobre il corso 2011 di canto popolare, organizzato dal Folkclub, aperto a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al canto polare o approfondirne la conoscienza.
La docente, per il terzo anno ormai, è Donata Pinti, “voce regina della tradizione piemontese”, e molto altro. Per noi dell’Union des Amis Chanteurs, oltre che una maestra di canto e di canti, un’amica, una sostenitrice, a cui molto dobbiamo e a cui siamo molto affezionati.
Questo corso avrà come filoni tematici i canti delle lavoratrici tessili e di filanda, dall’ Ottocento agli anni ’60 del 900, e i canti e le ballate amorose: temi che si intrecciano tra loro non di rado, nelle vicende di vita e di lotte di donne e di uomini che ci hanno lasciato una eredità e delle testimonianze da preservare e far conoscere.
Donata Pinti, all’interno del corso, cura anche l’aspetto estetico e tecnico del canto popolare, dando indicazioni, esempi e fornendo nozioni pratiche affinchè ognuno possa cantare secondo la sua inclinazione e possibilità, ottenendo buoni risultati.
Il programma si articolerà su dieci incontri settimanali, il martedì sera dalle 21 alle 23, presso la sala del Folkclub, in via Perrone 3 bis, a Torino. Le iscrizioni verranno raccolte diretamente durante i primi incontri.
L’Union des Amis Chanteurs si sta avviando a costituirsi ufficialmente in associazione, in modo da poter più agevolmente interagire con le altre realtà affini e partecipare e proporre inizitive e progetti coerenti con le proprie finalità. Abbiamo dovuto documentarci, chiedere consigli, scrivere, riscrivere, discutere, ma alla fine abbiamo fatto un buon lavoro, in parte del direttivo, ma con il contributo collettivo determinante dei soci.
La costituzione di una vera e propria associazione culturale è stato il progetto lasciatoci in eredità e in dono (insieme a tantissimo altro) dalla lungimiranza di Franco Lucà, dalla sua passione per il canto popolare e dall’affetto per questo gruppo di amici che aveva saputo raccogliere attorno ad esso.
Per noi ha quindi anche (e forse soprattutto) il valore di dare compimento a quel sogno e a quel desiderio, consapevoli che potrà essere un valido strumento per affrontare il futuro attrezzati al meglio.
Dopo l’ultimo post (e la vittoria dei SI ai referendum, merito anche della mobilitazione dell’UDAC con la partecipazione alla registrazione di ACQUORUM …), la stagione ha avuto un finale molto piacevole e insolito per le nostre abitudini: abbiamo cantato al matrimonio di Matteo, il fratello di Giulia, con Alda. Ci siamo presentati a sorpresa alla fine della cena, nel cortile di Maison Musique, mentre arrivavano gli invitati alla grande festa per gli amici della coppia, a cantare canti del maggio, stornelli e chanson a boire, repertorio insolito e preparato per l’occasione, senza tralasciare qualche strale di protesta in allegria. La sorpresa e l’emozione della sposa penso sia stata la più bella soddisfazione della serata…
La stagione nuova è ricominciata sull’onda della crisi e conomica e sociale che sta devastando l’Italia e l’Europa: un gruppo di cantori ha partecipato alla manifestazione per lo sciopero generale del 6 settembre, Continua a leggere→